Piazza Skanderberg

La piazza Giorgio Castriota detto Skanderbeg sorprende per le sue dimensioni. Posta nel cuore di Tirana, ricorda l’epoca comunista, quando una dimensione tale serviva, oltre alle sfilate dell’esercito, a mostrare la potenza del regime.

Con la sua inaugurazione la piazza aveva solo un grande cippo in pietra/marmo con scolpita la data dell’indipendenza albanese, il 1912. Con l’avvento del social-comunismo, nella piazza furono poste la statua di Lenin e quella del dittatore Enver Hoxha, distrutte da popolo nel 1992.

La piazza prese l’attuale nome nel 1968, quando, nel cinquecentenario della sua scomparsa, vi fu collocato il monumento equestre, opera in bronzo dello scultore albanese Odhise Paskali, che porta il nome dell’eroe nazionale albanese Giorgio Castriota Scanderbeg, il personaggio più rappresentativo nella storia dell’Albania. Scanderbeg combatté contro i turchi ottomani per la libertà del suo popolo e per i valori cristiani e riuscì a respingerli per più di due decenni. Considerando la grandezza dell’Albania e la potenza dell’Impero Ottomano, fu allora una vittoria incredibile di grande valore patriottico.

Concepita inizialmente nel centro storico di Tirana da re Zog I secondo lo stile neo-razionalista, fu ampliata negli anni tra il 1920 e il 1930 sotto la dittatura fascista del Regno d’Italia. Successivamente, nel periodo comunista (dal 1945 al 1992), fu rimodellata secondo gli ideali correnti del regime: ampi e ordinati viali che da essa si dipartono costituiscono il centro cittadino e conducono a vari edifici pubblici, all’università, alla galleria d’arte contemporanea (ove, fra le altre, sono esposte anche suggestive opere realiste del periodo comunista) e al maestoso Mausoleo Piramidale progettato per l’allestimento di un museo dedicato alla vita di Enver Hoxha (ora prosaicamente divenuto centro fieristico, ricreativo e bar, in clima di dissacrazione totale).

Nel 2017 la piazza è stata completamente ristrutturata, 24.000 m² della sua superficie sono stati pavimentati con un mosaico di pietre naturali provenienti da tutte le terre di lingua albanese, compresi il Kosovo, la Macedonia, il Montenegro e la Grecia, con la presenza di aree verdi che si interpongono tra i vuoti lasciati dagli edifici, delimitando il perimetro della piazza.

La piazza è stata resa completamente pedonale ed è stato costruito un parcheggio sotterraneo.

Il fulcro della piazza è la statua equestre dedicata all’eroe nazionale, a fronte della quale, sulla base di simmetrie architettoniche e urbanistiche simboliche, si erge imponente l’edificio in stile razionalista del museo storico albanese. La facciata rettangolare è sormontata da un frontone musivo che illustra i capisaldi della storia dell’Albania nell’ottica del passato regime.

Nella piazza oggi si trovano: la torre dell’Orologio (1821), affiancata dalla moschea turca Ethem Bey (1823); il municipio di Tirana (1920); il teatro delle Marionette (1920); la Banca nazionale dell’Albania (1936); il palazzo della Cultura; la biblioteca nazionale; il teatro dell’Opera e del Balletto (1960); l’hotel Tirana International (costruito nel 1979 in uno stile di ispirazione sovietica sul luogo dove sorgeva la precedente chiesa ortodossa, rasa al suolo dal regime); il Museo storico nazionale (1981); la nuova cattedrale ortodossa (20012012) e altri edifici pubblici.