Scutari [‘skutari], storicamente anche Scodra (in albanese: Shkodra o Shkodër), è un comune albanese di 135 612 abitanti[1], capoluogo della prefettura omonima, situato nell’Albania nord-occidentale, tra le sponde del Lago di Scutari, vicino ai fiumi Drin, Buna e Kir, nelle vicinanze delle Alpi dinariche.

Scutari è luogo culturalmente importante per la nazione albanese, viene infatti considerata “La culla della cultura albanese“,[2][3] oppure la “Firenze dei Balcani“;[3] La città da sempre è considerata la capitale culturale dell’Albania[2].

In seguito alla riforma amministrativa del 2015, sono stati accorpati a Scutari i comuni di Ana e Malit, Berdicë, Dajç, Gur i Zi, Postribë, Pult, Rrethinat, Shalë, Shosh e Velipojë, portando la popolazione complessiva a 135.612 abitanti (dati censimento 2011).

Scutari è situata sul margine orientale del lago di Scutari, il più grande dei Balcani, con una superficie di 370 km².

Ad oriente del centro abitato scorre il fiume Kir che, presso il colle del castello di Rozafa, si unisce al fiume Drin. Quest’ultimo sfocia poche centinaia di metri dopo nella Boiana(buna in albanese), l’emissario del lago di Scutari. La città è circondata ad occidente e ad settentrione dalle propaggini meridionali delle Alpi Dinariche. Le vette più importanti sono il Cukal (1.722 metri), il Maranaj (1.576 metri), il Tarabosh e lo Sheldi (541 metri).

Inoltre sorge nei pressi di due valichi di confine con il Montenegro: Hani i Hotit e Muriqan. La strada per Podgorica è a soli 36 km (via Hani i Hotit), la strada per Dulcigno e il mare Adriatico a 18 (via Muriqan). Famosa la spiaggia di Velipoja sul Mar Adriatico.

Il clima è di tipo mediterraneo, con inverni solitamente freddi ed estati calde. In inverno la temperatura difficilmente scende al di sotto dei -5 C°, invece d’estate può arrivare a 40 C°.

Storia

Scutari venne fondata attorno al V-IV secolo a.C.[4] L’etimologia del nome dovrebbe derivare da “Sco’ Drinon“, ovvero «luogo dove passa il fiume Drin».

Da scavi archeologici eseguiti al castello Rosafa, si deduce che il centro era abitato già dall’età del bronzo. Popolata dagli Illiri, nel 168 a.C. Scutari fu il teatro dello scontro finale che pose fine alla terza guerra illirica e al regno del re Genzio. Colonizzata dai Romani, Scodra divenne un importante snodo stradale e commerciale della provincia dell’Illyricum. A seguito della morte dell’imperatore Teodosio il Grande e della successiva divisione in due dell’Impero romano, Scodra venne inclusa nei territori dell’Impero romano d’Oriente.

Nel VII secolo l’imperatore Eraclio cedette la città ai Serbi. Successivamente cadde nelle mani dei Bulgari e poi nuovamente dell’Impero romano d’Oriente. Nel 1042 i Bizantini vennero cacciati dal principe serbo Stefano Vojislav che fece di Scutari la sede della sua corte. Annessa al despotato d’Epiro nel 1214, la città tornò in mani serbe nel 1330, quando il re Stefano Uroš III Dečanski ne affidò il governo al figlio Stefano Dušan. Alla morte di quest’ultimo Scutari e il suo contado entrarono nell’orbita della famiglia Balšić, che dominava il vicino Principato di Zeta.