Castello di Lekursi

Il castello di Lëkurës, situate tra le rovine del villaggio di Lëkurës – in una posizione dominante sul golfo di Saranda, davanti al monastero dei ‘Quaranta Santi’ –  abbandonato nel 1878, è una grande attrazione turistica nella città costiera. 

Il castello di Lëkurës

Si ritiene che la sua costruzione sia stata effettuata dal sultano Sulejmani nel 1537, anno in cui attaccò la città di Corfù, e per questo era indispensabile aver il controllo di Saranda.

Secondo il colonnello inglese W.M. Leake, all’inizio del XIV secolo, il castello controllava la piattaforma navale di Saranda. La fortezza ha una planimetria quadrata (42 x 44 metri) con due torri di forma circolare a nord-ovest e sud-est e una torre rettangolare sulla parete occidentale.

Le pareti del castello raggiungono un’altezza di 6,5 metri, mentro lo spessore varia dai 1,7 ai 1,9 metri. L’ingresso, con tanto di arco, si trova ad est. I restauri eseguiti sulle pareti, sul lato sinistro dell’ingresso, rivelarono le stanze di una piccola chiesa post-bizantina con dipinti murali del XVIII-XIX secolo.

Lungo il perimetro della fortificazione si trovano le rovine del villaggio di Lëkurës menzionate nei primi documenti ottomani; tuttavia, l’archeologo italiano Luigi Maria Ugolini – che ha visitato le rovine agli inizi del XX secolo – fa risalire le strutture al periodo bizantino. Nel 1583 il villaggio contava 80 abitazioni e circa 20 guerrieri.

William Martin Leake, come detto, sosteneva che il villaggio fosse stato costruito da Ali Pasha, ma senza dubbio quell’epoca coincide con la restaurazione del castello da parte del Visir di Ioannina.

Le rovine delle abitazioni, i loro cortili e scantinati, le rovine delle torri e gli edifici di carattere religioso sono ancora conservati nel villaggio. Attualmente l’intera area di Lëkurës è inclusa nell’area protetta del castello; la fortezza di Lëkurës fu dichiarata monumento culturale di primo ordine dal ministero dell’educazione e della cultura il 30 maggio del 1970.

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